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Domenica, 13 Febbraio 2011 14:36

I venti dischi del decennio Parte 1 (2001-2005)

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secondo Danny B.

STROKES-IS THIS IT(2001)
COLDPLAY-A RUSH OF BLOOD TO THE HEAD(2002)
LIBERTINES-UP THE BRACKET(2002)
YEAH YEAH YEAHS-FEVER TO TELL(2003)
FRANZ FERDINAND-OMONIMO(2004)
INTERPOL-ANTICS(2004)
KASABIAN-OMONIMO(2004)
ARCADE FIRE-FUNERAL(2004)
KILLERS-HOT FUSS(2004)
BLOC PARTY-SILENT ALARM(2005)
KAISER CHIEFS-EMPLOYMENT(2005)
DUKE SPIRIT-CUTS ACROSS THE LAND(2005)


Per scegliere questi fantastici venti dischi ho usato come criterio la scelta di band che hanno pubblicato il loro primo album in studio nel nuovo millennio. Partiamo con un disco che ho “divorato” a tal punto da sapere praticamente a memoria ogni singola nota e testo di ogni canzone: IS THIS IT degli STROKES. Avevo molte aspettative prima dell’uscita avendo sentito il loro primo ep ”The modern age” che ricordava molto band a me care come Velvet underground - Ramones e Television.  Comprai l’album il giorno stesso in cui uscì in Italia e  lo ascoltai ripetutamente per ore; pur essendo molto diretto, festaiolo e rock’n’roll è uno di quei dischi che non ti stufi mai di sentire, anche perché  all’interno ha molti singoli che scatenano all’ascolto il ballo, soprattutto in pista nei club come: la stessa Modern age , Last nite , Hard to  explain,  Someday. Un album che cerca di celebrare l’allegria reagendo a un momento storico catastrofico e terribile: quello dell’attacco alle torri gemelle, evento che fece posticipare di un mese  l’uscita  negli States.
Nel 2002 esce il secondo  album dei COLDPLAY, secondo me il loro più importante e artisticamente più elevato, A RUSH OF BLOOD TO THE HEAD,  che li consacra al grande pubblico facendoli suonare come gruppo di punta in diversi festival estivi; molto intimista e scuro con testi impegnati che rispecchiano lo spirito e la situazione politica mondiale di quel periodo,  è  uno tra i loro dischi che amo riascoltare e che mi dà ancora forti emozioni e ricordi soprattutto legati alla mia vita in quel periodo .
Nello stesso anno esce il primo disco dei LIBERTINES: UP THE BRACKET, il primo progetto di Pete Doherty che poi in seguito formerà i validissimi Babyshambles. Un album che mi riporta alla mente grandi realtà  musicali inglesi che adoro: Kinks , Jam e Clash, non a caso l’album è stato prodotto da Mick Jones ex Clash. Ebbi il piacere di vederli poco dopo l’uscita di questo album, dal vivo a Milano in una mitica serata della ROUGH TRADE (storica etichetta musicale indipendente londinese) organizzata dal MUCCHIO SELVAGGIO. Li trovai molto divertenti e festaioli, insomma un buon concerto.
Nel 2003 esce il primo album degli YEAH YEAH YEAHS:FEVER TO TELL,  una band newyorkese sonicamente intensissima, capitanata da una super cantante e front girl di nome Karen O, la cui voce a volte graffia e a volte carezza, ma comunque seduce sempre e che mi fa ricordare i periodi incendiari di rock al femminile delle rrrrriot grrls(BIKINI KILLS-HUGGY BEAR-etc). Un album rock’n’roll ruvido e diretto, che richiama e si collega a tutto quel rock della grande mela fine anni sessanta, metà anni settanta.
Arriviamo al 2004 forse l’anno con più uscite di dischi per me fondamentali per questo decennio, come il primo dei FRANZ FERDINAND, elettrizzante, ironico e danzereccio, ancora oggi lo riascolto con piacere e soprattutto consiglio a tutti di vederli dal vivo (vedi la recensione del loro concerto in questo sito) sul palco sono veramente coinvolgenti, tecnicamente compattissimi e godibilissimi.
Arriviamo a un gruppo e a un album per me fondamentali: gli INTERPOL con l’album ANTICS, che parte piano con : Next exit, Evil,Narc, Take you on a cruise,  poi ti entra nelle  viscere per strapparti fuori scure emozioni che esplodono in lacrime o in vibrazioni insurrezionali con Slow hands, Not even jail, Public pervert , C’mere per poi riscivolare nella l’oscurità dark che tanto mi affascina di: Lenght of love, A time to be so small. Un disco viscerale, scuro ,intenso ed emozionale.
Ed eccoci arrivati a uno dei miei gruppi preferiti: i KASABIAN,  con il loro primo album hanno riportato in auge sonorità e riferimenti musicali per me fondamentali quali : Primal scream, Happy mondays, Spacemen 3. Un album da insurrezione sonica che si apre con Club foot il loro secondo singolo con un video spettacolare (dateci un’occhiata su you-tube) ma ci sono anche altre tracce epocali come” Reason is treason”o “Lost Soul Forever” e molte altre.
Arriviamo ad un altro gruppo e disco importantissimo per questo decennio di cui  ho approfondito l’ascolto solo recentemente: gli ARCADE FIRE con il loro primo e osannato disco FUNERAL. Questa favolosa band canadese ho avuto il piacere di sentirla dal vivo su Rai2 quest’estate: sono un vero e proprio collettivo musicale e capisco perché siano famosi, infatti le loro performance live hanno un approccio intensissimo e catartico, coinvolgendo il pubblico in una sorta di trance sonica. La prossima occasione in cui passeranno dalle nostre parti sicuramente sarò certamente sotto il palco a vederli.
Un’altra memorabile uscita discografica di quell’ anno è HOT FUSS dei KILLERS un incendiario album di Indie guitar pop al fulmicotone, intensissimo, commovente, da lacrime e urla, gioie e dolori comunque e sempre in ogni canzone …. e chi dice  che il pop non da spinta rivoluzionaria … ascolti questo disco. Un altro storico disco di quest’annata è SILENT ALARM dei  BLOC PARTY, scoperti dai Franz Ferdinand che, avendo ascoltato e apprezzato un loro demo, li chiamò sul palco ad esibirsi durante un loro concerto. Un’ opera prima veramente sorprendente, un misto di New  wave alla Smiths e di atmosfere alla Cure,  di Indie rock,  elettronica e sperimentazione pop, ricco di singoli danzerecci; dal vivo si avvicinano alle performance di progetti della scena nu-rave trasformando i concerti in piccoli rave anche per merito di una  sezione ritmica tostissima e arrangiamenti elettronici coinvolgenti. Vi sfido a tenere fermi i piedi mentre ascoltate BANQUET,SHE’S HEARING VOICES, THIS MODERN LOVE o PRINCE OF GASOLINE.
Avete presente le band da party, ironiche, ballabili, da un singolo….  via l ‘altro? Questi sono i KAISER CHIEFS,  il cui nome è stato deciso ispirandosi alla squadra in cui lo storico capitano sudafricano del Leeds, Lucas Radebe militava ad inizio carriera, il loro amore per il calcio e per la loro cittadina è stato ricambiato dai tifosi che hanno scelto il  loro primo singolo OH MY GOD come inno per supportare la squadra. Dal loro album EMPLOYMENT, il loro primo, sfornano 6 singoli uno più coinvolgente dell’altro. Insomma un album da avere per far festa e divertirsi. Non li ho mai visti dal vivo, ma se capita sarò in prima fila a cantare e ballare tutti i loro pezzi.
Il prossimo disco del 2005 con cui chiudo la prima parte della carrellata sui migliori dischi del decennio è di una band che stimo molto  e che secondo me non ha ancora avuto il successo che merita: i DUKE SPIRIT  con l’album CUTS ACROSS THE LAND. Capitanati dalla bellissima cantante e front girl del gruppo Liela Moss dalla voce bassa, calda, sensualissima da blues sussurrato si  mescola perfettamente alla musica della band, a volte intimista, a volte sospesa in atmosfere eteree e  a volte rumorista tanto da ricordare sia gruppi seminali anni 80-90 come My Bloody Valentine, Sonic Youth, Spacemen 3 ma anche   band tipo: Queens of the stone age , Yeah Yeah Yeahs e PJ Harvey. Insomma un gruppo tutto da scoprire,  che ammaglia e affascina e che coinvolge sempre.




Letto 1692 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Febbraio 2013 22:40