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Giovedì, 18 Novembre 2010 18:41

“24 HOURS PARTY PEOPLE” (2002) un film di Michael Winterbottom

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Amate i Joy Division e il post punk?Adorate la musica techno e i rave parties? Siete fanatici della New wave e dei New order? Il brit pop è la vostra colonna sonora e il “Madchester sound” è la vostra ispirazione di vita ?Allora questo film per voi è assolutamente da vedere, proprio perché narra la nascita di tutte queste tendenze musicali e culturali. Ecco per voi l’ascensione della città di Manchester da semplice città industriale squallida e tetra a centro della musica inglese e poi mondiale, attraverso il personaggio di Tony Wilson: genialoide presentatore di un programma sulla Granada tv attento alle nuove tendenze musicali di fine anni ’70. Folgorato dai Sex Pistols dopo averli visti dal vivo , decide di aprire un’etichetta discografica : la storica Factory records. Come primo gruppo scrittura niente di meno che i Joy Division ( poi diventeranno New Order dopo la morte del cantante Ian Curtis) e poi Fall, James, Happy Mondays,Northside iniziatori del Madchester- sound che ispirerà la nascita del Brit-pop e di gruppi come Blur-Oasis-Verve-Suede . Ma Il nostro mitico Tony Wilson non si ferma qui, anzi anticipa i tempi aprendo nel 1982 l’ haçienda che, come centro della scena rave-acid house, diventerà verso la fine degli anni ’80 uno dei club più famosi al mondo. Tutto questo è raccontato con ironia, romanzando i protagonisti principali: mitica la scena di Shaun Ryder cantante degli Happy Mondays, rinomato tossicone e divertente sbruffone, all’aeroporto in partenza per le Barbados (dove avrebbero dovuto registrare il nuovo album, ma che si rivela poi solo una vacanza all’insegna degli stupefacenti) quando gli cadono tutte le scorte di metadone creando un subbuglio per cercare di recuperarle, senza successo. Ma anche la scena di Martin Hannet nella produzione del primo album dei Joy Division che manda il batterista sul tetto dello studio a registrare per cercare di creare un suono originale, e la gran scena finale in cui i managers della London records vogliono rilevare la Factory ormai in banca rotta e chiedono a Tony Wilson i contratti con gli artisti; sconvolgendoli, lui rivela che non esistono legami scritti tra i gruppi e l’etichetta, perché sono i gruppi i veri proprietari della musica e anche dei master. Insomma un film che racconta una fase storica della musica inglese. Divertente dissacratorio e profondamente rock’n’roll. Da vedere.

Letto 1265 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Febbraio 2013 22:40
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