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Lunedì, 08 Marzo 2010 05:11

LETTERA A FRANCO BASAGLIA

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LETTERA A FRANCO BASAGLIA http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Basaglia

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Caro Franco, ti devo ringraziare per un sacco di cose. Ma almeno una vorrei che tu la sapessi: sei proprio un uomo onesto e coraggioso. Hai avuto il coraggio di riconoscere che la follia è una brutta malattia come tante altre e che va curata come le altre.

Questa malattia acchiappa le persone nella testa e obbliga i pensieri a costrursi attorno un robusto filo spinato per difendersi meglio dai pensieri degli altri.

Cavoli, gli altri non si avvicineranno, ma questo filo spinato sembra una corona di spine. Fa un male boia. Mica è facile abituarsi. D'altra parte farebbe ancora più male adeguarsi alla follia degli altri che pretendono di sapere tutto e di non sbagliare mai. Hanno sempre ragione e le colpe sono sempre degli altri. Quelli sì che sono matti. Vorrebbero che noi fossimo a loro immagine e somiglianza, oppure che realizzassimo i loro desideri.

Oooooohhhh ma chi credono di essere! Meglio stare isolati con i propri pensieri, però almeno essere trattati da malati come tutti gli altri. Che c'entrano i manicomi! Quando si sta male è giusto essere curati in ospedale; quando si sta così così si può stare anche un po' in compagnia di altri magari in una comunità; ma quando si sta bene e ci togliamo la corona di filo spinato dalla testa, allora sì che possiamo usare le mani per fare qualcosa di bello e di buono, oppure possiamo usare quella parte della testa che ancora ci sostiene e ci salva.

Caro Franco, tu sì che hai capito tutto. Per questo sento il desiderio di ringraziarti per aver avuto fiducia in me. Io in te ne ho avuta tanta anche se non avevo il coraggio di dirtelo perchè volevo vedere come sarebbe andata a finire la storia dei manicomi. Poi te ne sei andato e io sono rimasto con in mano un mazzo di gratitudine e adesso che ci sono queste diavolerie informatiche te lo posso finalmente mandare con molto piacere.

Ti ringrazio ancora e spero che almeno tu abbia trovato un posto tranquillo dove nessuno ti rompe le scatole e pretende l'impossibile.

Ciao Franco, prima o poi ci vediamo e allora faremo festa alla faccia di quelli che non hanno capito nulla sia di me che di te.

Ciao ciao. Dario.

Letto 1630 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Marzo 2013 21:45
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