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Venerdì, 10 Settembre 2010 11:25

8ntANARCO PUNK-il punk politico inglese- di Ian Glasper

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Edito da ShaKe edizioni 2008-www.shake.it

Recensione di Danny B.

Questo libro rappresenta una lettura fondamentale per chi ha amato e ama il punk in tutte le sue sfumature. La maggior parte di noi conosce  probabilmente la prima esplosione e la veloce scomparsa della prima ondata di questo genere musicale tra il 1976 e 1978 con gruppi tipo: Sex Pistols, Clash, Damned,Buzzcocks, Stiff little fingers e altri. Ma pochi conoscono come il punk  si sia sviluppato negli anni successivi, diventando un fenomeno radicato nel sottosuolo musicale,  sociale e politico. Come in America, in risposta  alla recessione e all’era Reagan nasce il punk hardcore (vedi la mia recensione del film american hardcore), in Inghilterra la  politica repressiva e conservatrice della Thatcher fa sorgere

come contrapposizione il movimento punk anarchico. Mentre la prima ondata del punk usava l’anarchia come valore provocatorio e nichilista, le bands che gravitavano attorno alla scena anarcopunk avevano idee politiche molto precise e articolate in un vero e proprio progetto di cambiamento e rivoluzione con  temi come: pacifismo, femminismo, animalismo, ecologia, anti-nucleare e vegetarianismo. Gli iniziatori di questo movimento sono stati i Crass nati nell’Essex, Inghilterra nel 1977, che  fondarono una loro etichetta musicale autogestita, la Crass Records, in modo da poter controllare ogni aspetto della produzione e della realizzazione materiale dei loro lavori. Attraverso questa casa discografica cominciarono a diffondere ed espandere le loro idee e cultura attraverso dischi, fanzine (riviste autoprodotte) e libri a prezzi bassissimi accessibili a tutti, contribuendo alla nascita dell’autoproduzione cioè della cosiddetta etica DIY(Do It Yourself), “Fai da te”. I Crass con il loro fondatore Penny Rimbaud non vedevano di buon occhio i gruppi della prima ondata punk come Clash e Sex Pistols, perché avendo fatto successo e soldi si erano distaccati dal terreno in cui erano nati,  rinnegando le proprie radici rivoluzionarie; li attaccavano quindi, definendoli marionette del sistema e del business delle etichette multinazionali. L’anarcopunk è sempre rimasto volutamente nel sottosuolo musical-culturale sperimentando sonorità e tematiche che non avrebbero potuto ottenere successo commerciale. Ian Glasper ci guida in un dettagliatissimo universo fatto anche di realtà musicali minuscole ma comunque  influenti  per la scena, attraverso centinaia di interviste a molti interpreti di quel periodo musicale. Un’opera  storica, enciclopedica, fondamentale per conoscere questo mondo musicale che altrimenti sarebbe rimasto nell’ombra con gruppi tipo: Poison Girls, Subhumans, Conflict, Dirt, Flux of Pink Indians, Zounds, Rubella Ballet, Amebix, Chumbawamba, Antisect, Omega Tribe e molti altri….e per chi fosse interessato all’approfondimento dopo aver letto il libro, consiglio di andare su YOUTUBE: si aprirà all’interessato un universo nuovo da scoprire, attraverso centinaia di contribuiti sonori e video per entrare ancora più in questa  incredibile scena.
Letto 1638 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Febbraio 2013 22:40