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Martedì, 30 Novembre 2010 23:20

“VISIONI DI SUONI-Le arti visive incontrano il pop”(2010) di Luca Beatrice

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Recensione di Danny B.

Da quando l’arte ha incontrato il pop sono ormai passati più di quarant’anni. E questo connubbio, da allora non ha più smesso di creare realtà meravigliose. Questo libro ricostruisce questo rapporto creativo con una ricchezza e densità di informazioni rivolte sia agli esperti che ai neofiti. Inizia partendo dalla copertina di “Sgt.pepper’s lonely hearts club band” dei Beatles a opera di Peter Blake, considerato uno degli artisti seminali della Pop Art inglese e anticipatore  nella ripetizione seriale dell’immagine, per poi passare ai  Velvet Underground and Nico con il loro primo disco, prodotto da Andy Warhol :  questo album fu praticamente ignorato dal grande pubblico perchè impossibile da digerire per il mercato commerciale e anche lontano dalla controcultura hippie-flowerpower di quel periodo, un prodotto discografico molto avanzato rispetto alla scena musicale dell’epoca;  possiamo tranquillamente definirlo infatti,  un disco di punk- seminale di cui Brian Eno disse:”soltanto cento persone acquistarono il primo disco dei Velvet Underground, ma ciascuno di quei cento oggi o è un critico musicale o è un musicista rock”.
L’autore si sofferma  inoltre su Mario Schifano definito unica rockstar dell’arte italiana, da molti ritenuto esponente di punta della pop art italiana e erede di Andy Warhol,  che come lui collabora producendo un gruppo musicale: “Le Stelle di Mario Schifani”. Il loro primo e unico album”dedicato a” del 1967 è una pietra miliare nella storia della musica italiana e ancora oggi all’avanguardia.  
Il capitolo successivo prendendo spunto della frase di Yoko Ono che definisce il suo compagno John Lennon “punk prima di Sid Vicious e rapper prima dei rapper”, approfondisce il loro rapporto artistico e di contestazione musical-culturale: dal loro primo incontro fino alla Plastic Ono Band. Per  poi passare al menestrello-poeta ispiratore di John Lennon e soci: Bob Dylan una degli artisti più versatili forse nella storia del rock’n’roll. E poi è la volta del guru della psichedelica Captain Beefheart  , di Joni  Mitchell che non è solo nota per la musica, ma anche per la sua passione e talento per le arti pittoriche e di David Bowie artista totale che esplora la creatività  in ogni sua forma. L’autore poi si muove verso il punk di Londra parlando di: Malcom McLaren-Vivienne Westwood , della nascita dei Sex pistols e della scena underground di New York con L’east village, la Bowery lo storico locale CBGB’s e poi gli artisti come Keith Haring,  Jean-Michel Basquiat (dai quali nasce  una nuova forma di mentalità artistica basata su un nuovo tipo di stile , lo street style) e dove il rock può essere linguaggio sperimentale senza perdere immediatezza del sound, come succede con la cantantessa del rock Patty Smith e David Byrne e i suoi Talking Heads.
Viene anche presentata la città di Manchester con la Factory di Tony Wilson,i Joy Division e la scena poi diventata famosa con il nome di” Madchester”. Ambientati a New York invece,  la storia dei Sonic Youth (una delle band più influenti negli ultimi decenni) e dell’art rock degli anni 80, periodo in cui questa città divenne il centro mondiale  dell’arte, dove giovani artisti, da un giorno all’altro, diventavano  famosi, ricchi e osannati come rock star .
L’autore, prima di arrivare alla nascita ed estetica del video clip si sofferma sui fotografi del rock, dividendoli tra fotografi puri (Herb Ritts, Richard Avedon, Annie Leibowits, Irvine Penn e Bruce Weber) e artisti-fotografi (Andreas Gursky,  Anton Corbijn e David LaChapelle); questi ultimi si distinguono dai tecnici per il diverso approccio al mezzo fotografico che viene piegato alle loro esigenze poetiche. Questa cerchia di catturatori e  elaboratori di istantanee del reale ha fatto si che le foto fissassero l’immagine dei vari personaggi musicali rendendoli immortali perché “la storia del rock è innanzitutto una storia di stile, il racconto di una rivoluzione capace di trasformare la società occidentale attraverso le immagini ancora prima che con i suoni”.
E così l’autore arriva a narrare del rapporto tra cinema e rock (Tommy, Quadrophenia, the Rocky Horror Picture Show)  per poi arrivare alla svolta del videoclip il cui ingresso nel mondo della musica conquista anche l’universo artistico, descrivendo il lavoro di grandi registi come Chris Cunningham (Bjork, Aphex Twin, Placebo, Madonna), Floria  Sigismondi (Marilyn Manson, Sigur Ròs), Michel Gondry (Lenny Kraviz, Massive Attack,  Bjork, Rolling  Stones, Daft Punk, Chemical Brothers, Radiohead) e molti altri.
L’autore presenta poi il connubio artistico  tra Bjork  e Matthew Barney e una carrellata sulla musica britannica anni 90 e sulla contemporanea scena artistico-musicale statunitense, per poi concludere con uno sguardo al panorama musicale italiano. Insomma un affascinante  viaggio nel trasversale mondo musica-arte e cultura pop ricco di aneddoti e approfondimenti di grande interesse. Assolutamente da leggere.








Letto 1297 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Febbraio 2013 22:40