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Domenica, 13 Febbraio 2011 14:51

“CRAZY DIAMOND_il viaggio psichedelico di Syd Barret”

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di M.Watkinson-P.Anderson

recensione libro di Danny B.

Su Roger Keith Barrett detto Syd , cantante, chitarrista e fondatore dei Pink Floyd, è stato detto e scritto tantissimo. Questa biografia, a mio parere, riesce più di altre a cogliere, oltre al suo lato mitico anche il lato umano e disperato. Per me Barrett da quando ho iniziato ad approfondire vita e opere, ero allora un 16enne, mi ha profondamente influenzato e ispirato soprattutto per la sua visione di arte e musica. Il suo approccio a questo mondo parte dalla pittura e questo si sente molto nelle sue composizioni soniche che sono quadretti di vita di strani personaggi, schizzi di colore, variopinti riff chitarristici e dilatazioni musical cromatiche, l’uso delle corde della chitarra come pennelli che creano caleidoscopi sonici. Come un pifferaio magico Syd ipnotizzava il suo pubblico portandolo in un mondo parallelo fatto di visioni fiabesche che potevano anche diventare visioni terrificanti e spettrali. Era un artista in bilico tra viaggi senza ritorno e ponti tra il nulla e il sogno, tra il baratro e l’estasi, tra gioia e dolore tra psichedelica sintetica ed energia naturale. Quanto l’uso di lsd abbiano influenzato le opere pittoriche e musicali di Syd è un dato di fatto, tenendo conto però che questo tipo di sostanze amplificano qualcosa che nel mondo mentale del nostro autore era già presente. Quindi possiamo dire che sicuramente l’hanno aiutato ad aprire la mente verso questi lidi compositivi, ma di certo fondamentale è stato il suo talento primario. Purtroppo la sua fragilità psichica non è riuscita a reggere la pressione della macchina commerciale che si era creata attorno a lui, già a partire dai primi successi e lo ha portato ad ammalarsi e a ritirarsi a vita privata per proteggersi dalla pressione dei meccanismi strumentalizzanti dell’industria musicale che stava ledendo il suo spirito libero da artista totale.

Syd Barrett è forse nel mondo della musica uno degli artisti più idolatrati rispetto alla sua esigua mole di produzione che conta con i Pink Floyd :“Piper at the gates of dawn” di cui è autore di tutti i pezzi e “A sourceful of secrets” nel cui disco firma solo una canzone ”Jugband blues”. Poi dopo l’abbandono del gruppo registra due album solisti, che sono stati poco considerati dal grande pubblico ma che secondo me sono interessantissimi e da ascoltare per comprendere meglio la grandezza artistica di Syd: il primo “the madcap laughs” e il secondo “Barrett”. Consiglio a tutti di approfondire con la lettura di questo libro o andando sul sito ufficiale dedicato a lui (www.sydbarrett.com) la conoscenza di questo musicista chiave nella storia del pop-rock psichedelico, soprattutto perché ha rappresentato il migliore periodo compositivo dei Pink Floyd come chitarrista-autore e punto d’ispirazione principale per Gilmour e soci che, dopo la sua dipartita dal gruppo, hanno composto la canzone “Shine on you crazy diamond” o l’album “Wish you were here” dedicate proprio a Syd.

 

Letto 1435 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Febbraio 2013 22:40