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Progetto Un passo avanti

Progetto Un passo avanti (11)

Venerdì, 31 Agosto 2012 18:30

Mare profumo di mare parte IV ed ultima

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Giovedì mattina, all'una di notte ho finito di preparare l'impasto per la pizza, le torte sono pronte, la borsa termica riempita e pronta, manca solo che arrivi Sabrina a prendermi.

Che cara è Sabrina, si è offerta di venire a prendermi a casa anziché farmi salire alla locanda, è bello conoscere persone come lei, che, oltre tutto è come me un'amante del mare.

Pronti via, si parte. Il viaggio è tranquillissimo, entrambe utilizziamo i punti di riferimento per ritrovare la strada, speriamo che non ci abbiano spostato i gerani dai balconi, altrimenti rischiamo di arrivare sull'himalaya.

Nessun intoppo, arriviamo al paese, anche se ho qualche dubbio che Pianca si possa definire paese, è giusto una chiesa con intorno un abbeveratoio e qualche casa, chiedo perdono ai residenti, ma non capirò mai come si possa fare ad andare ad abitare in un posto così …. montagnoso.

Ad aspettarci ci sono quasi tutti, caspita, quasi non li riconosco, rilassati, allegri, tranquilli, vuoi dire che davvero la montagna e le camminate facciano bene? Un nuovo mistero su cui meditare.

Sabrina e qualche ragazzo fanno il giro del paese, Dario porta giù il potente mezzo messoci a disposizione dalle Vele, Michele ed io scendiamo a piedi.

È piacevole camminare e chiacchierare con lui, mi racconta un po' di aneddoti dei due giorni trascorsi, o meglio del giorno e delle due notti, pare che russatori professionisti e campanacci delle mucche abbiano funestato un po' le notti.

Il mercoledì invece è stato felicemente dedicato ad un'escursione con pic nic, ma questo vi verrà raccontato da altri.

Ecco la baita, mi fiondo in cucina a studiare il forno, c'è in gioco la mia reputazione di cuoco, acci, avrei voglia di un buon caffè, ma sono troppo pigra per prepararlo.

Tutto è pronto, la tavola preparata, ecco che spuntano salame e mortadella, una caciottella della val Seriana (eh si, ho sbagliato clamorosamente la valle, siamo al bivio tra la val brembana e la val taleggio e io porto una caciotta della val seriana.... che gaffe), poi le pizze, poi si sale per il caffè e il dolcetto. Domenica sarà il compleanno di Matteo e gli stoniamo un tanti auguri a te che fa bloccare persino i campanacci delle mucche.

Venerdì, 31 Agosto 2012 18:24

Mare profumo di mare III parte

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Eravamo rimasti al viaggio di ritorno, semplicissimo, basta seguire le curve, girare a destra … ehm forse a sinistra, boh, magari è proprio a destra …. tirare la monetina?

Mettiamo insieme i nostri ricordi, chi seguiva la macchina del capo e non ha fatto caso, chi era seduto dietro proprio sulla macchina e non ha fatto caso, si decide di girare a destra e …....

E la strada si dipana piena di curve, le rocce si stringono, sul lato c'è un corso d'acqua (quale sia non saprei dire, la mia conoscenza della zona si limita a riconoscere mamma cavalla con il suo cavallino e a sapere che sono sulla strada giusta in salita) tutti siamo pieni di dubbi.

Improvvisamente ecco una galleria, ah ecco, una galleria c'era anche all'andata, anzi erano due consecutive … oh oh qui è una sola, la valle si stringe sempre di più.

Taccio e cerco di guardarmi i piedi, quelle rocce sono spaventose, incombenti, penso con nostalgia alle uniche rocce su cui mi piaccia camminare, i miei adorati scogli vista mare.

Oh povera me, c'è addirittura un buco nella montagna, la roccia ci circonda, sembra un faraglione, ma manca l'acqua salata … chi me l'ha fatto fare di venire da queste parti.

Ormai siamo tutti convinti di aver sbagliato strada, ma in questo inferno non ci sono piazzole e non si riesce a girare, uno scudo e un doblò non sono una 500.

All'improvviso appare come una visione celeste un piccolo spiazzo sulla sinistra, lo sguardo cade su un cartello scritto a mano “Cantiglio – Cancervo” è la prova definitiva, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell'errore quasi fatale commesso.

Si fa inversione, si torna indietro, man mano che la roccia si allontana il cuore comincia a sperare, forse riusciremo a raggiungere le nostre amate case, forse potrò tornare a coccolare la mia gattina e i suoi micetti, sono così belli.

Ecco apparire finalmente la strada che ci porterà a casa, il resto è un gioco.

Ma … eh si c'è di nuovo un ma, giovedì si deve tornare!

Chissà quanti saremo e chi ci accompagnerà, ma anche questa è un'altra storia.

 

 

 

 

Martedì 24 luglio è preventivata la partenza per Pianca, quanti saremo?

 

Le notizie si susseguono, i numeri pure, ma alla fine qualcosa si decide, forse 16, forse 17, mi sembra un bel numero.

 

Il CAI è rappresentato da Carlo e da Michele che hanno già partecipato spesso, se non sempre, alle escursioni fin qui effettuate.Baita Confino

 

Il lunedì è giorno di corvée, di corsa a fare le ultime spese, pensare al menù per i tre giorni, pensare a cucinare per tutti, che meraviglia, sono felice!

 

La pasta è cotta e raffreddata, gli ingredienti mescolati, il tutto riunito e sistemato nelle teglie per il trasporto, le zucchine da mettere nella frittata sono cotte, la spesa ben divisa su borse e cassette, il rosmarino e la salvia rubacchiati ai vicini, peraltro presenti al furto, i frigorini da campeggio sono puliti e le tavolette di ghiaccio nel congelatore, le ossa scricchiolanti, i piedi gonfi e la schiena a pezzi.

 

Ops forse non avrei dovuto dirlo!

 

Martedì mattina arriva la delegazione di recupero materiale, Alessandro si è reso disponibile a venire a prendere tutto, me compresa, accompagnato da Luisa e da Sabrina.

 

Il cortile della Nostra Locanda è stracolmo di mezzi, bagagli, borse, frigoriferi, persone, zaini, sembra che debbano partire 50 persone per un mese, ma alla fine tutto è caricato e si parte!!!!!!!!!!!!

 

Siamo definitivamente in 16.

 

Per il viaggio niente da dire, lasciamo ad Oneta alcuni che saliranno a piedi per il sentiero, ovviamente io devo andare con la macchina, sono il cuoco …. non potrei mai arrivare tardi!

Mercoledì, 15 Agosto 2012 10:16

La tre giorni

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La vacanza annuale al passo della Presolana  era terminata da tre settimane ed ecco che si apriva una nuova possibilità di tornare sui monti.

Tre giorni in un rifugio del C.A.I di Vaprio , in Val Brembana…come si poteva rifiutare un’offerta del genere? ( si poteva si poteva...).

Ci viene raccomandato di portarci il  minimo indispensabile per la sopravvivenza a tre giorni: tre paia di mutande, tre calzini,  tre  magliette,  due pantaloni: mah suona  un campanello d' allarme nella mia mente circa i confort offerti dal rifugio in oggetto e purtroppo non mi ero sbagliato.

Comunque per farla breve arriva il giorno della partenza, sveglia alle 7, alle 7.30 colazione , alle 8 siamo sul piazzale della Nostra Locanda, gli autisti vanno a fare gasolio dopo si caricano le macchine di viveri attrezzature e di ospiti.

Non sappiamo molto sull’organizzazione dei pasti  ma visto che è spuntato il nome di Zia Rosy questo dovrebbe essere una garanzia.

Circolavano già da parecchi giorni voci che dicevano :” martedì si parte e poi le macchine tornano giù”, no anzi,“ Una macchina verrà tutte le mattine e tornerà a Vaprio la sera, così se qualcuno si scoccia può tornare a casa !”, anzi no “mercoledì verranno a trovarci Sabrina e Patrizia (chi è poi  Patrizia), ed anche :”La Luisa verrà giovedì! “...insomma 'sta escursione da prima sembrava una specie di vacanza aperta a tutti, venite quando volete e se vi scocciate potete andarvene in qualsiasi momento, con arrivi e partenze a scadenza giornaliera, poi s'è rivelata tutt'altro.

Durante il trasferimento in Doblò ci vengono comunicate due cose :

Chi lo desidera farà l'ultimo tratto a piedi, un'ora circa di cammino e seconda cosa a mezzogiorno ci sarà la famosa pasta fredda di Zia Rosy. Io a mia volta comunico che sto finendo il tabacco, ma, siccome lo comunico a Sabrina, la mia richiesta di fermarsi da un tabaccaio, viene bellamente ignorata.

Non passa molto tempo che arriviamo ad uno spiazzo... tutti fuori dalle macchine.

Roby parte, non si sa per dove, ma parte. Viene fermato dopo pochi metri,dopo pochi secondi è già calzato, con i “bastoncini” e lo zaino.

I cuochi incaricati, gli autisti, il Vanni e Matteo si rimettono in macchina e partono.

Noi, i rimasti a piedi,  ci mettiamo tutti in fila indiana e partiamo.

Naturalmente i bagagli (zaini) NON vengono trasferiti con le auto ma dobbiamo portarceli in spalla.

La salita è abbastanza dolce e si trascorre il tempo parlando e sorseggiando acqua dalle bottigliette personali,  si parla e si scherza, le battute piovono come il riso fuori dalla chiesa durante i matrimoni.

Carlo del CAI apre la fila e Michele del CAI la chiude... siamo in una botte di ferro.

Carlo però non ha portato la sua solita macchina fotografica semi professionale bensì una compatta senza arte ne parte....strano.

Intanto in più di uno ci informiamo sui pasti dei giorni a venire … dove andremo, cosa mangeremo, se ci saranno escursioni interessanti, se qualcuno a pensato alla colazione, dove si trova il centro abitato più vicino, dove potremo trovare un bar etc. In questa occasione scopriamo che NON esistono tabaccai la dove andremo, non esistono ne bar ne negozi! Planca (frazione di Pianca) che probabilmente a sua volta è frazione di qualcos'altro è un agglomerato di case costruite intorno ad un cimitero.

Intanto gli ultimi ettometri che ci separano dalla meta mi sembrano infiniti, mi vedo davanti agli occhi l'albergo Alpino della vacanza di poche settimane prima, con la tavola imbandita, servito e riverito. Mentre una goccia di sudore mi entra nell'occhio vedo finalmente spuntare un tetto che poco dopo lascia lo spazio alla visione di un bel rifugio sviluppato su due ali.

Ben presto ci rendiamo conto che il rifugio consta della metà dell'intero fabbricato... piccola delusione.

Quando arriviamo i tavoli sono già preparati, non saliamo neanche a vedere le nostre camere e il resto del rifugio, nessuno sembra voler mollare il posto a tavola, anche quelli che, per cause di forza maggiore, si devono allontanare per fare pipì, mettono lo zaino direttamente sul sedile come segnaposto.

Carlo e Michele ci spiegano che il promontorio davanti a noi è stato battezzato il monte polenta per la sua forma che ricorda appunto la polenta versata sul tagliere.

Tutti, nessuno escluso, tessono le lodi della loro decisione di venire a questa tre giorni...

che bel fresco, che bel panorama, che bel posto, che belle mucche, che bel suono di campanacci...campanacci?! Beh in fondo siamo in montagna è normale no? E poi ad una certa ora le mucche verranno ricoverate in qualche stalla o no...o no!. Sappiate ordunque che nel periodo estivo, in val Brembana le mucche in alpeggio NON vengono  ricoverate nelle stalle durante la notte, e sappiate anche che le mucche mangiano fino ad ora tarda ben oltre il tramonto!

Avrete già capito che quei campanacci con il passare del tempo sono passati da caratteristici ed allegri a tediosi, durante il giorno, e “al limite della sopportazione” durante la notte.

Dopo pranzo scatta la fotomania a tutti i possessori di macchina fotografica, chi non è munito se la fa prestare.

Le auto ritornano a casa e mi ritrovo a pensare che oramai non ho scampo, ma sono in cuor mio contento della decisione di aver partecipato alla tre giorni.

Alla sera è Michele che preparerà il pasto, polpette...suona bene.

Mangiamo, poi si lavano i piatti e le stoviglie, si buttano via i piatti e bicchieri di plastica.

Ci riuniamo dabbasso, parliamo un po di quello che ci aspetterà il giorno dopo ovvero escursione per tutta la giornata con ..udite udite ...colazione al sacco.

Ci siamo detto tutto, mi sembra che abbiamo fatto tardi sono andati tutti a letto ma sono appena le nove, per me che solitamente mi corico a mezzanotte è un dramma.

Comunque viene anche l'ora di andare a letto.

Nella mia camera dormiamo in quattro: il presidente, Vanni, Michele ed io.

Se qualcuno di voi lettori sarà mai ospite di un rifugio NON vada mai a fare la pipi durante la notte.

I pavimenti con le solette di legno, sotto la pressione dei piedi di persone con più di cinque chili iniziano a cigolare come magli ad ogni passo svegliando tutti i dormienti a voi vicini e lontani.

Credo che quando il Vanni si alzò nel cuore della notte per la fatidica pipi anche le mucche per un attimo abbiano smesso di far pendolare i loro campanacci.

Il mattino seguente il presidente, ridacchiando, si mette ad imitare il russare mio e del Vanni … andiamo bene.

Faccio la mia solita colazione a base di caffè latte e biscotti e caffè (la ripetizione è voluta) e la giornata inizia, ma anch'io prediligo la rateazione, anche dei racconti.

 

 

 

 

 

Sabato, 04 Agosto 2012 06:16

Punto di domanda (Progetto un passo avanti)

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I parte


La vita è un punto di domanda

 


Punto di domandaSiamo qui riuniti, sembra più una riunione di carbonari che un incontro di  germoglio, vele e cai, e secondo voi contro chi stanno tramando? Ma contro di  me ovviamente!!!!!!!!!!!!!!!

Forse è meglio chiarire un po', i nostri carbonari stanno decidendo, nell'ambito  del progetto di cui fa parte la trekking terapy, di organizzare una tre giorni in  montagna a Pianca (frazione di San Giovanni Bianco sulle montagne  bergamasche), nella baita del Cai di Vaprio.

Fin qui tutto bene, ma … eh si c'è un ma ….. a quanto pare manca un cuoco, non so perché ma sento che qualcosa sta per azzannarmi alla giugulare!

È notoria la mia poca simpatia per la montagna, così come il mio profondo amore per il mare, eppure vedo tanti occhioni che mi guardano con intenzione.

Non sono felice, ma come si può dire di no a certi occhioni da cartone animato che ti guardano con un punto di domanda scritto nel profondo?

Venerdì, 03 Agosto 2012 21:22

Mare...profumo di mare (progetto un Passo Avanti)

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Sfogo sorridente di una marittima prestata alla montagna

I  parte

 

 

 

Punto di domandaSiamo qui riuniti, sembra più una riunione di carbonari che un incontro di germoglio, vele e cai, e secondo voi contro chi si sta tramando? Ma contro di me ovviamente!!!!!!!!!!!!!!!

Forse è meglio chiarire un po', i nostri carbonari stanno decidendo, nell'ambito del progetto di cui fa parte la trekking terapy, di organizzare una tre giorni in montagna a Pianca (frazione di San Giovanni Bianco sulle montagne bergamasche), nella baita del Cai di Vaprio.

targa del CAIFin qui tutto bene, ma … eh si c'è un ma ….. a quanto pare manca un cuoco, non so perché ma sento che qualcosa sta per azzannarmi alla giugulare!

È notoria la mia poca simpatia per la montagna, così come il mio profondo amore per il mare, eppure vedo tanti occhioni che mi guardano con intenzione.

Non sono felice, ma come si può dire di no a certi occhioni da manga che ti guardano con un punto di domanda scritto nel profondo?

Purtroppo ho dentro la paura di star male, è successo troppe volte in montagna, ho paura di soffrire di claustrofobia, sono così strette le valli bergamasche con tutte quelle rocce a strapiombo che sembra ti caschino in testa da un momento all'altro.

Nonostante me stessa però decido di fare una prima prova … è passato molto tempo dall'ultima volta che sono stata in montagna, magari non è più così, magari starò benissimo.

Giovedì 19 due angeli custodi di nome Carlo e Dario si prendono la briga di portarmi con loro durante la ricognizione alla baita.

Martedì, 29 Maggio 2012 14:44

Monte Linzone 27 Aprile 2012

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Tempo bello. Arrivati al passo di Valcava ci siamo divisi in due gruppi. I più coraggiosi hanno fatto un percorso che prevedeva il superamento di alcune roccette, e quindi l’uso delle mani. Chi ha scelto questo percorso è stato felicissimo di aver superato difficoltà nuove. I più prudenti hanno scelto il percorso più semplice ma altrettanto bello.

Dopo un’ora circa ci siamo trovati alla croce del Linzone. Sono arrivati per primi quelli che hanno scelto il percorso facile. Panorama stupendo e felicità su tutti i volti. Il Carlo del CAI ci ha fatto delle foto ricordo molto belle. Per forza , aveva un macchinone fotografico di alta qualità!

Siamo scesi alla trattoria per il pranzo ed eravamo affamati come lupi. Pranzo ottimo. Poi siamo tornati a casa. Qualcuno veniva per la prima volta ed è stato contento. Clima allegro grazie a tutti i partecipanti. Bisogna ritornare.

Martedì, 10 Aprile 2012 08:55

21 Marzo 2012 Monte Tesoro

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Eravamo in tanti, forse troppi. 16 persone in tutto. Ma è stato bello lo stesso. Questa volta niente neve. Solo boschi e fiori.

Abbiamo percorso un primo tratto in leggera salita in mezzo al bosco e ai primi fiori. Poi ci siamo divisi. Fra saluti e baci, un gruppetto si è inoltrato nel bosco e su un sentiero pianeggiante ha raggiunto l'arrivo alla Forcella Alta. Un altro gruppetto invece ha imboccato un sentiero sempre più ripido ed è arrivato in cima al M. Tesoro. Questi temerari sono scesi per un ripido sentiero nel bosco e hanno dovuto fare i conti con la grandine rimasta dal giorno prima. Ma niente paura, gli amici del CAI di Vaprio sono stati delle guide perfette.

Finalmente al ristoro di Forcella Alta ci ritroviamo tutti insieme. Un buon pranzettino ci ridà il sorriso meritato. Nel pomeriggio tutti attraversiamo il bosco che il primo gruppetto aveva percorso al mattino.

Alle macchine siamo contenti e soddisfatti. Il panorama è stato molto bello anche se il cielo non era limpidissimo. Cecilia, molto preoccupata all'inizio, è arrivata alla fine dopo alcune "sedute" ristoratrici sul prato. M. Pia dopo 10 passi già chiedeva quanto mancava all'arrivo e cosa ci aspettava per pranzo. Abbiamo scoperto che Mario è più forte in salita che in discesa.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Franca, una socia del CAI che per le signore è stata come una sorella con cui camminare a braccetto. Gianni, come sempre, è una sicurezza per tutti. E Carlo ormai è il fotografo ufficiale che predilige i primi piani.

Le operatrici, Lara e Silvia, sempre belle e brave, sono state una compagnia eccellente.

Silvia dai capelli rossi, è stata nominata la leonessa delle nevi. Lara è la fatina del bosco. Carlo la volpe delle Orobie. Per ora abbiamo considerato solo loro ma piano piano troveremo una caratteristica per ognuno. Ah dimenticavo Ernesto che ci è sembrato il lugubre berfagor mentre camminava solitario nel bosco con una specie di mantello nero che gli copriva le spalle. Alla prossima.

Lunedì, 27 Febbraio 2012 13:37

Piani dell'Avaro, 22.02.12.

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Terza escursione. Cielo limpido, sole caldo e poca neve. Escursione piacevolissima. Abbiamo tre ospiti nuovi: due signori della comunità pubblica di Vaprio e un signore del CAI di Vaprio. Il primo tratto è il più impegnativo ma superato senza problemi. La salita alla cappelletta è leggera e così ci gustiamo il piacere di camminare nella neve sotto un bel sole caldo. Chissà se la prossima volta potremo camminare ancora sulla neve. Speriamo di si, è troppo bello. Abbiamo visto un camoscio solitario che mangiava la poca erba che spuntava dalla neve. E sopra di lui volteggiavano due aquilotti affamati. Hanno girato a spirale su di lui per un bel po' di tempo, poi hanno abbandonato l'idea di pranzare perchè la preda era troppo grande. Morale: meglio crescere in fretta e diventare grandi e grossi per evitare sorprese.

Sabato, 04 Febbraio 2012 10:33

Colli di S. Fermo. 31.01.12

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Seconda escursione tutta con la neve sotto i piedi e sopra la testa. Nessuno ha avuto paura. Abbiamo camminato per un'ora e mezza in silenzio...... ma quale silenzio!?... Carlo del CAI ha provato ad intonare una canzone di montagna e in tanti gli siamo andati dietro.... abbiamo cantato e urlato alcune canzoni, tanto nessuno poteva sentirci. Che libertà eccezionale.... nessuno ci sente e nessuno ci giudica. Non ci sono operatori, mogli o mariti, a richiamarci all'ordine. Non abbiamo sentito nessuna voce del tipo "Ma che stai facendo?","Ma perchè urli così?", "E se qualcuni ti sentisse?", "Ma non è educato urlare. Un po' di contenimento, per favore".  Ci siamo riscaldati camminando e cantando, tranne Valentina che non ha digerito qualcosa al mattino e ha sentito freddo per tutta la camminata.Arrivati in vetta vedevamo il grande piazzale dove avevamo parcheggiato le macchine... c'erano solo le nostre due. Ci siamo sentiti coraggiosi e orgogliosi.
Abbiamo pranzato in una trattoria molto semplice e accogliente. La signora, molto gentile, ci ha preparato casoncelli, polenta e cinghiale. Un profumo... !!! Il tutto alla modica cifra di 10 euro a testa. Abbiamo digerito tutto e subito... e mentre noi concludevamo con un buon caffè, Valentina si è fatta una cioccolata fumante con un panino intero. Alla faccia dell'indisposizione delle ore precedenti! Per non parlare che Giorgio in comunità è a dieta... ma in montagna si è sbranato tutta la pappa buona.
La neve intanto ha imbiancato la strada asfaltata. Siamo scesi con prudenza, ma Sabrina, eccellente donna di mare, non era abituata a guidare sui tornanti di montagna e per di più innevati. A metà strada ha chiesto aiuto. Ed ecco il Gianni, valoroso maschio del CAI, pronto a predere il suo posto alla guida del Doblò. E così siamo arrivati a casa sani e salvi, pronti per la prossima impresa.