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Eccoci qua ancora riuniti tutti insieme a festeggiare la festa di fine estate con il concerto offerto dal Germoglio alla città di Vaprio. La location è la stessa dell’anno scorso: il teatro Eden. Un luogo suggestivo che ricorda gli studi RAI di Canzonissima degli anni 60; invece dell’orchestra della televisione di stato abbiamo scelto di continuare la collaborazione con i ragazzi di musica d’insieme (progetto della scuola secondaria di primo grado del comune di Ciserano) soprattutto perché hanno già suonato l’anno precedente, ci sono piaciuti e li abbiamo scelti anche perché vogliamo puntare sulle nuove leve di musicisti. La prima parte della serata è stata affidata alle classi seconde che hanno eseguito 4 brani:”Happy days” di Edwin Hawkins Singers,”Lola” di George White, “Acqua azzurra acqua chiara” di Lucio Battisti, “Poronpompero” di Juan Solano. Ognuno di questi è stato presentato da un studente della scuola che tra una pausa e l’altra, descriveva il contesto e il significato di ogni canzone. L’esecuzione è stata eseguita egregiamente dai ragazzi e gli arrangiamenti sono stati realizzati in modo originale dal direttore prof. Giancarlo Durelli che abbiamo deciso di ringraziare con il dono di una simbolica bacchetta da direttore d’orchestra.

Mercoledì, 10 Novembre 2010 21:41

10 dischi per una nottata di inizio autunno

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Ci siamo lasciati ormai da poco alle spalle l’estate ed ecco che arriva il periodo dell’anno che personalmente adoro: l’autunno. Le giornate si accorciano, i colori sfumano verso tonalità più scure, la commistione di foglie cadenti e terra umida danno un inconfondibile odore unico e caratteristico, carico di significati che annunciano una fase dell’anno di cambiamento: intenso ma non brusco, calmo ma fluente di adrenalina. E’ su questo tema e su queste sensazioni che mi sono orientato per la scelta dei dischi per questa serata-nottata. Direi di iniziare dalla sera in orario aperitivo; il mood perfetto ce lo da Dot Allison con il suo primo lavoro solista Afterglow: un album tra sperimentazione indie pop, elettronica e folk- psichedelico con collaborazioni di grande rispetto: il leggendario chitarrista Kevin Shields (my bloody valentine), l’altrettanto storico bassista Gari “mani”Mounfield (stone roses-primal scream) e Richard Fearless dei Death in Vegas.

Venerdì, 10 Settembre 2010 13:17

SOPHIA dal vivo@MAGNOLIA_MILANO

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Recensione concerto Danny B.

 

Colgo l’occasione di recensire il loro ultimo concerto per far conoscere questo validissimo progetto a chi non li avesse mai sentiti. Il cuore pulsante dei Sophia è Robin Proper Sheppard ex cantante dei God Machine, band alternative rock americana (che  ho avuto la fortuna di vedere dal vivo al festival di Reading nel 1993) che ha pubblicato due dischi Scenes from the Second Storey e One Last Laugh In A Place Of Dying sotto l’etichetta Fiction Records per poi sciogliersi, in seguito all’improvvisa morte del bassista Jimmi  Fernandez nel 1994. Dopo la realizzazione dell’ultimo disco con i God Machine,  Robin  fonda  la sua etichetta: la “Flower Shop”, con cui pubblicherà  tutti i dischi dei Sophia e vari progetti di amici musicisti (Elevate, Ligament, Swervedriver).  Fixed Water e The Infinite Circle i primi due: li ho letteralmente consumati da quanto li ho ascoltati.  Canzoni quasi totalmente acustiche  di uno spessore  sonico  profondo, testi scuri che scendono giù nell’anima fino a strappare catarticamente  lacrime  dal  cuore ,  ascolto  dopo  ascolto. De Nachten il terzo album del 2001: registrato interamente dal vivo durante due festival in Olanda e Belgio,  personalmente lo  reputo  uno  tra i migliori album live- acustici del terzo millennio.

Questa é la terza volta che vedo i Sophia dal vivo, sempre in live-set  diversi. La prima volta in formazione elettrica,  la seconda con tutto il collettivo al completo: Jeff Townsin (batteria), Will Foster (tastiera) e l’ ex-Swervedriver,  Adam Franklin (chitarra) più un quartetto d’archi;  nell’ultima esecuzione,  solo con Robin chitarra e voce, un concerto che vede le sue composizioni in veste  intima e scarna,  come se  fossimo noi ad ospitarlo  nel nostro  salotto (o viceversa);  infatti il tour si chiama  “at home with sophia...the acustic sessions”(a casa con i sophia...le sessioni acustiche). Sul palco, un scenografia minimale che riproduce  la copertina dell’ultimo  album ”there are no goodbyes”.  Si inizia con “Obvious” e dopo poche note Robin si ferma  e richiede al pubblico la massima quiete, visto che il microfono panoramico  amplifica ogni rumore e suono a 360 gradi disturbando la performance. Riparte  con “Ho my love”, dal  loro  terzo album di studio “People are like seasons” una delle canzoni che, grazie alla trasmissione radiofonica, ha fatto si che i Sophia raggiungessero un nuovo tipo di pubblico e successo nelle classifiche di vendita in molti paesi europei .

E poi, una dopo l’altra arrivano anche le mie preferite: la notturna “I left you”,  la struggente “So slow”,  la disarmante “Directionless”, la triste “Another friend” e la liberatoria “Every day”.

In  questo  tipo di veste totalmente acustica si esprime pienamente  il  suo  formidabile  talento di songwriter e performer. Di certo  è  stato un tipo di concerto che forse è più adatto a chi già conosce le canzoni dei Sophia,  ma  non ha lasciato indifferenti i  nuovi  ascoltatori.

Visto che Robin è affezionato al nostro paese sarà facilissimo che nei prossimi tempi ripassi qui da noi. Un consiglio: non perdetevelo. Vi metto in chiusura articolo anche la discografia suggerendovi vivamente i primi due dischi che sono i più rappresentativi della band e  che sono stati appena ripubblicati.

 

  • Fixed Water (1996, The Flower Shop Recordings)
  • The Infinite Circle (1998, The Flower Shop Recordings)
  • De Nachten (2001, Flower Shop Recordings)
  • People are like Seasons (2004, The Flower Shop Recordings/City Slang/Bang!)
  • Collection:One (2004, Flower Shop Recordings)
  • Technology Won’t Save Us (2006, The Flower Shop Recordings/City Slang/Bang!)

There Are No Goodbyes (2009, The Flower Shop Recordings

Recensione di Danny B.

Reunion dei Pavement? Sicuramente uno degli avvenimenti live più importanti  nell’ambito della musica indipendente del 2010. Forse la maggior parte di voi non ha la minima idea  di chi sia questo gruppo e  cosa ha rappresentato per migliaia di Indie-kids e musicisti . I Pavement sono uno dei gruppi guida del  cosidetto  genere lo- fi (bassa fedeltà):  genere nato all’inizio degli anni 90, principalmente negli States , ispirato soprattutto a gruppi come Velvet Underground,   Sonic  Youth e Pixies ,  caratterizzato dal tipo di suono volutamente a bassa fedeltà e dall’atteggiamento assolutamente  anti-star, sia sul palco che nella vita. Come canta Beck nella canzone che l’ha reso celebre ”Loser” cioè perdente, quasi volutamente, in  contrapposizione all’arrivismo  yankee.

Siamo davanti al locale del concerto l’Estragon  aspettando di entrare, quando sentiamo il gruppo supporter Monotonix che inizia a suonare; ci affrettiamo,  entriamo,  ma sul palco non c’è nessuno: sebbene dagli amplificatori venga sparato a migliaia di decibel un suono tostissimo. Mi giro intorno per capire da dove venga tutto questo baccano e facendomi strada tra il pubblico vedo questi tre omini (batteria,chitarra e voce) a torso nudo e calzoncini in mezzo al locale che suonano, un live set incendiario, 40 minuti di insurrezione sonica vissuti spostandosi in tutto il locale tranne che sul palco: mai visto nulla del genere.

Dopo i Monotonix ecco che salgono sul palco i nostri super perdenti  beniamini: i Pavement. Sembrano gli stessi degli esordi, come se si fossero  rimaterializzati attraverso  una macchina del tempo, dal 92’ (l’ultima volta che li vidi, in apertura per i Sonic Youth al Rolling Stone di Milano) ad oggi. Stesso  atteggiamento scazzato, stessa ironia, stessa meravigliosa musica. Nulla sembra cambiato. Noto che il pubblico è formato oltre che da noi ultratrentenni,  vecchio zoccolo duro dell’indie rock anni 90, anche da numerosissimi giovincelli poco più che ventenni : tutti scatenati sotto il palco a cantare e ballare tutte le canzoni.

Aprono con” Gold soundz” e poi via via da un album all’altro arrivano anche le mie preferite: Summer  babe, Trigger cut, Two states, Cut your hair, Range life, Stereo, Shady  lane. Restano fuori  solo:“Loretta scars” e le canzoni dell’ep watery domestic, canzoni a cui io sono particolarmente legato.

La scaletta del concerto non è scontata, oltre ai singoloni da cantare a squarcia gola ci sono anche canzoni più lente e intimiste, il tutto per circa un paio d’ore di musica. Il pubblico è veramente in delirio da grandi occasioni, insomma più che una semplice reunion sembra un concerto da secondo esordio, forse che Malkmus e soci dopo i vari sold-out in Europa e America decideranno  di registrare e far  uscire materiale inedito? Questo è quello che tutti noi speriamo.


Mercoledì, 30 Giugno 2010 19:18

10 DISCHI per una giornata di vacanza

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SCELTI DA DANNY B.

La selezione è stata ardua, ma alla fine ce l’ho fatta: ho seguito il criterio di scegliere tra i progetti musicali che sto ascoltando nell’ultimo periodo. Ipotizzando una giornata tipo di vacanza: partiamo dal risveglio in tarda mattinata, dopo una serata fuori con gli amici in locale o discoteca. Io ascolterei “some friendly”10° anniversary reissue dei Charlatans: qualcosa di tranquillo , pop, per un inizio di giornata solare e rilassato. Questa riedizione è composta da due cd: il primo, la loro prima produzione del 1990, il secondo comprende vari singoli , mini-lp e una serie di rare registrazioni per John peel e Goodier sessions. Per colazione vi consiglio I Built to spill con L’album del 1999 “Keep it like a secret” secondo molti il loro migliore, meraviglioso indie rock americano, melodico e arioso. Per continuare la giornata al meglio direi ci vuole qualcosa di classico : direi di scegliere qualcosa di folk rock- psichedelico e cosa di meglio se non i Jefferson Airplane con il loro secondo album del 1967 “surrealistic pillow”? Uno dei coposaldi sonici della controcultura californiana degli anni '60. Dopo una mattinata tranquilla all’insegna del Indie pop e della psichedelica arriviamo a un pomeriggio più energico con Heike Has The Giggles con l’album “Sh” spettacolare e spumeggiante Indie Band romagnola che si adora al primo ascolto e al secondo ti metti già a ballarla e canticchiarla in cameretta. Poco di seguito ci aggiungerei qualcosa di affine : i Soviettes con il loro ultimo album”LP 3°” del 2005, velocissimo e solare pop punk ,

pubblicato per la Fat Wreck Chords fondata da Fat Mike cantante e bassista del rinomato gruppo punk californiano NOFX. Per continuare il pomeriggio con ritmo,melodia e brio, ecco un gruppo il cui scopo principale è di divertire senza grandi pretese e ci riesce bene: si tratta dei Futureheads con il loro album del 2008 “This is not the world” di reminescenze punk pop-moderniste alla Jam e Clash.

Per continuare in salita danzereccia ci trovo perfetto “kings & queen” di Jamie T divertentissimo album del 2009, miscuglio di Hip hop, Punk e Reggae di questo giovanissimo cantante inglese. Per chiudere il pomeriggio scendiamo di ritmo ma non d’intensità sonica con un album che ho amato dall’inizio e continuo ad amare ogni volta che lo ascolto : ”Radio wars “disco del 2009 degli Howling Bells, gruppo australiano di indie rock psichedelico di pregiato valore, ma che non ha avuto ancora il successo che meriterebbe; capitanato da Juanita Stein la cui sensualissima voce e bellezza ti ammaglia e ti fa innamorare ad ogni canzone. Finito il pomeriggio si scivola tranquillamente verso sera in zona aperitivo. Per questo momento trovo perfetto “Where did the night fall”degli Unkle, ultimo godibilissimo lavoro dell’eclettico dj-producer –musicista inglese James Lavelle fondatore nei primi anni novanta della famosa etichetta Mo’Wax (specializzata principalmente in musica: House, Trip hop e Break beat). In un periodo dove i progetti rock sono sempre di più contaminati dalla musica elettronica e i progetti elettronici usufruiscono sempre di più di strumenti veri avvicinandosi così al suono rock: questo disco rappresenta assolutamente lo spirito del nostro tempo. Miscelando elettronica - Indie-rock-e sperimentazione – e contando su melodie e modulazioni di fulgente colore sonico. James Lavelle a ogni traccia collabora con cantanti e gruppi differenti principalmente presi da ambienti di Rock indipendente. E così si arriva a sera dopo un intensissimo aperitivo con cena annessa. Siamo all’ultima fase della giornata , prima di catapultarci nella nottata estiva: cosa di meglio se non i nostrani Crookers con il loro album di debutto“Tons of friends”? Un disco esaltante di eclettica elettronica che vede la partecipazione di “tonnellate di amici” tra cui Kid Cudi,Soulwax,Kelis,Ròisin Murphy, Tim Burgess. Sicuramente uno tra i migliori album del 2010, ottimo per caricare e per far salire l’adrenalina prima di lanciarsi in una lunga notte fuori , fino all’alba del giorno che verrà. To be continued…

Mercoledì, 02 Giugno 2010 14:00

THE WHITE LIES dal vivo

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THE WHITE LIES dal vivo @ALCATRAZ_MILANO

Recensione concerto:Danny B.

Ricordate la recensione  del  loro primo disco”to lose my life”che ho scritto in questo sito circa un anno fa?         Finalmente sono riuscito a vederli dal vivo e devo dire che mi sono fatto un’idea più completa di questa giovanissima band londinese. Avevo scritto che questo primo loro lavoro e’, a parere mio, un disco quasi perfetto.  Il problema  per questi tipi di dischi e’ riprodurli dal vivo,  a meno di non essere gli U2, R.e.m, Rolling Stones o altri mostri sacri della musica, con anni e anni di esperienza live  e in studio alle spalle. Infatti ho trovato il loro live molto scarno rispetto al disco,  non  entusiasmante, ma devo ammettere che in fondo non mi è dispiaciuto.  La band sa scrivere veramente delle belle canzoni. Quando un gruppo ha dei testi validi  può arrangiarli o vestirli come vuole  e comunque funzioneranno sempre,  soprattutto dal vivo. Le loro sono come gioiellini che, a primo acchito ti piacciono subito,  ti entrano  in testa al primo ascolto e al secondo le canti a squarcia gola. In apertura la performance si fa chiara: il pubblico già all’inizio inizia a cantare” Farewell to the fairground “ma poi anche” E.S.T.”,  ”To lose my life”,  “ A place to hide”,  “Unfinished business”, questo e’ il loro grande merito: scrivere piccoli inni generazionali  (e dici poco…..)che l’accalorato coro di fan canta,  facendo dimenticare la non perfetta e sfilacciata esecuzione delle canzoni.  Ma visto la giovinezza della band non ci preoccupiamo troppo: hanno tutto il tempo  per maturare tecnicamente.
Gli aspetti che mi hanno più colpito di loro dal vivo sono stati soprattutto: la versatilità  della voce di Harry che passa da tonalità basse alla Ian Curtis a vocalizzi potenti  alla Dave Ghan con  un  timbro emozionale vicino a quello di Brandon Flowers dei Killers; insomma una voce molto particolare e varia. E poi la ritmica: semplice ma sapientemente suonata da Charles  e Lawrence (rispettivamente al basso e alla batteria),le scenografie sul palco scarne ma efficaci, non in cerca di effetti pirotecnici, ma come cornice che racchiude ogni colore del  quadro musicale fatto di elementi bianco-neri  e seppia. Insomma, al centro del concerto c’è soprattutto la musica e pochi fronzoli. Che dire altro: aspettiamo con impazienza una loro maturazione artistica con  un nuovo   disco e tour.

Mercoledì, 07 Aprile 2010 12:59

KASABIAN dal vivo @ ALCATRAZ_MILANO

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Recensione concerto Danny B.                                   Canale ufficiale su youtube

I Kasabian sono, secondo me, uno dei migliori gruppi inglesi emergenti nel nuovo millennio; la loro musica mi è stata vicina in molti momenti degli ultimi cinque anni della  mia vita, potete quindi immaginare quanto sia stata grande la mia voglia  di vederli dal vivo. A volte le aspettative deludono o non sono all’altezza, ma questa volta direi proprio di no.

Martedì, 06 Aprile 2010 19:37

THE BIG PINK dal vivo

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THE BIG PINK dal vivo@TUNNEL CLUB- MILANO

Recensione concerto di Danny B.

Il duo londinese dei BIG PINK formato da ROBBIE FURZE (chitarra e voce) MILO CORDELL (programming, sintetizzatori e voce) sono finalmente in Italia dopo la pubblicazione del loro primo disco A brief history of love nel settembre 2009, per la storica etichetta indipendente 4AD (gia’ LUSH,PIXES,COCTEAU TWINS,BLONDE REDHEAD,TV ON THE RADIO).  A brief history of love è uno di quei lavori che ti fanno entrare piano piano, ma quando ti sei immerso non vuoi più  uscirne e ad ogni ascolto percepisci sempre più, nuove sfumature: un tipo di approccio che ho avuto ascoltando  il primo disco dei Ride “Nowhere”o “Loveless” dei My Bloody Valentine o addirittura “Psychocandy” dei Jesus And Marychain, la somma bibbia sonica del movimento shoegazer da cui i Big Pink prendono ispirazione  proseguendone il percorso.

Articolo di Danny B.

 

 

 

 

 

Siamo in Inghilterra alla metà degli anni 80, il movimento  punk  del 77 oramai è solo un lontano ricordo, musicalmente questo è il tempo del synt-pop, della dance, dei new romantics e della new wave, dell’edonismo e della superficialità. In questo piatto periodo i Jesus and Mary Chain pubblicano il loro primo album ”pychocandy”:

Martedì, 23 Marzo 2010 13:07

Il Marchese “effetto bukowsky”

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Recensione cd  di Danny B.

 

marchese

IL MARCHESE nasce nel 2005 con quattro ragazzi di Monza: Dario (voce), Tommy(chitarra), Ivan(basso) e Sergio(batteria)  usano la loro musica per gridare contro la  piattezza e l’ipocrisia del mondo patinato della musica che il mainstream ci propina senza chiedercelo ogni giorno.

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