Ricerca articoli


Recensione di Danny B

 

 

 

La possibilità che una persona possa decidere di vestirsi come più le aggrada, è oggi una realtà ben consolidata in gran parte dell’occidente. Le uniche limitazioni sono date dal proprio gusto personale. Eppure, ciò che oggi ci appare così naturale è una conquista relativamente recente. L’abito e l’acconciatura erano rigorosi segnali di appartenenza di classe o di istituzione. La disciplina delle apparenze serviva a stabilire distanze gerarchiche. Cambiarsi d’abito significava totalmente sfidare l’ordine sociale ed era punito da una folle legislazione che fu abolita solo con la rivoluzione francese, con uno dei primi provvedimenti dell’assemblea nazionale che abolì ogni distinzione di classe data dal tipo di vestiario, proclamando solennemente la libertà di abbigliamento come diritto fondamentale dell’uomo. Questo libro racconta la storia dal punto di vista del costume, delle realtà non omologate, da inizio novecento fino ai giorni nostri , affrontando il “libero”costume delle scene giovanili “ribelli” , nate in contrapposizione alle corrispondenti culture di massa. Partendo dai Bohemien fino ad arrivare alla realtà sintetica degli odierni “ravers” e “clubbers” l’autore fa una carrellata con approfondimenti su realtà “deviate“ sia note (Biker,Rockabilli,Esistenzialisti,Teddy Boy, Beat, Beatnik, Mod, Raggare, Rocker, Skater, Surfer , Hippie, Punk, Glam, Rasta, Hip Hop, Raver, Traveller) sia meno conosciute (Apache, Wandervogel, Squadristi,Rebeti, Sorelle della Strada, Flapper, Wilde Cliquen, Edelweiss Piraten, Zootie, Viper, Swingjugend, Zazou, Gutai, Gammler, Provo, Stilyagi, Hot rodder)

Interessante notare come, dall’analisi di queste particolari realtà, emerga in che modo queste siano state sfruttate come ispirazione estetica dal mondo mainstream dell’abbigliamento, che le ha assorbite e svuotate del loro contenuto rivoluzionario per poi riproporle, oramai innocue, alla massa sotto forma di prodotto consumistico. Il modo di vestire sovversivo decontestualizzato, tipico del mondo della moda, può benissimo far a meno dell’adesione all’idea di riferimento. Oggigiorno il vestirsi fuori dai cliché imperanti della nostra società non è visto come ribellione ma come “ moda”, essere “trendy “ non crea esclusione, ma interesse da parte degli altri e oramai vestirsi “alternativo”, eccentrico è svuotato di ogni contenuto ideologico culturale .

La controcultura dal punto di vista del costume è ormai stata addomesticata e depotenziata del suo nucleo ribelle e resa innocua come ogni prodotto su un qualsiasi scaffale di un qualsiasi negozio, concetto che bene è espresso nella frase:”Tutti vogliono essere ribelli, pochi vogliono essere ribelli sul serio”.

 

 

 

Giovedì, 18 Novembre 2010 18:32

“ANGELI A PEZZI” di Dan Fante

Scritto da

Quanto ho adorato i romanzi del padre di questo autore, John Fante (uno dei più brillanti scrittori americani dell’ultimo secolo), in particolare“Chiedi alla polvere” e quanto mi sono incuriosito scoprendo che anche suo figlio è uno scrittore. Dan Fante: il cui primo romanzo “Angeli a pezzi” è un opera di tipo autobiografico, raccontata attraverso gli occhi di Bruno Dante protagonista e suo alter-ego. Il romanzo narra il suo ritorno a Los Angeles sua città natale, per dare l’ultimo saluto al padre Johnatan in letto di morte.

Lo stile narrativo di Dan è avvincente, maledetto , rock’n’roll, scava nel torbido di sé tanto da dare al personaggio una profonda e umana disperazione che avvicina Bruno a grandi maledetti personaggi quali “The junkie” di Borroughs, ma anche ” Il lercio” di Irvine Welsh; lo stile di scrittura fatto di protagonisti umili, disperati che si dibattono e si barcamenano nell’America degli sbandati con una poesia incentrata nell’inferno quotidiano, ricorda molto lo stile e la poeticità di un altro grande autore:Raymond Carver.

Un romanzo da cui sgorga l’amore e il rispetto che Dan ha per il padre. Sempre stimato e la cui arte vuole emulare per cercar di sfuggire a una realtà pesante fatta di alcolismo,autolesionismo ospedali psichiatrici e un matrimonio in naufragio.

Edito da ShaKe edizioni 2008-www.shake.it

Recensione di Danny B.

Questo libro rappresenta una lettura fondamentale per chi ha amato e ama il punk in tutte le sue sfumature. La maggior parte di noi conosce  probabilmente la prima esplosione e la veloce scomparsa della prima ondata di questo genere musicale tra il 1976 e 1978 con gruppi tipo: Sex Pistols, Clash, Damned,Buzzcocks, Stiff little fingers e altri. Ma pochi conoscono come il punk  si sia sviluppato negli anni successivi, diventando un fenomeno radicato nel sottosuolo musicale,  sociale e politico. Come in America, in risposta  alla recessione e all’era Reagan nasce il punk hardcore (vedi la mia recensione del film american hardcore), in Inghilterra la  politica repressiva e conservatrice della Thatcher fa sorgere

Mercoledì, 24 Febbraio 2010 10:25

Shock economy

Scritto da

 

 

SHOCK ECONOMY-L’ascesa del capitalismo dei disastri-Di Naomi Klein

Recensione di DANNY B.

economy

La lettura di questo libro è fondamentale per capire come la storia del nostro pianeta negli ultimi quaranta anni sia così legata e influenzata dall’economia delle nefandezze, soprattutto da quella statunitense dagli anni ’60 in poi, fino all’avvento di Obama che ha ridato un po’ di speranza di cambiamento.

Mercoledì, 24 Febbraio 2010 10:22

Caos Asia

Scritto da

 

 

Recensione di ‘ CAOS ASIA’ Il fallimento occidentale nella polveriera del mondo

di AHMED RASHID

Milano, Feltrinelli editore, 2008

 caos

In occidente siamo abituati dai mass-media a un’idea del mondo mediorientale come una entità compatta e violenta contro tutto ciò che è occidentale, di fatto ne sappiamo veramente poco:

Martedì, 23 Febbraio 2010 18:46

NO LOGO

Scritto da

 NO LOGO-Economia globale e nuova contestazione- di NAOMI KLEIN

nologo

Recensione di DANNY B

Più che una recensione, la mia vuole essere un invito alla lettura, poiché questo libro e’ oramai uscito da diversi anni ma e’ comunque una di quelle letture fondamentali per capire il mondo in cui viviamo: economia globale e nascita del movimento no global, il cui tentativo è di far prendere coscienza mostrando l’orrore che sta dietro alla realtà delle multinazionali e dei marchi.

Lo scrittore Matteo Sartori autore de "Regole di famiglia"  ISBN: 9788876381737 (ISBN editore) e  "Il magro Rio e la minoranza silenziosa"ISBN 88-7684-448-1 (Frassinelli )viene intervistato al Fnac

 

Martedì, 01 Giugno 2010 20:49

DANNY B. INTERVISTA LA REGISTA LAURA CHIOSSONE

Scritto da

Ecco finalmente il secondo capitolo della triologia d’interviste  a registi. Avevo iniziato con Fausto Caviglia per quanto riguarda i cortometraggi e adesso ospito Laura Chiossone affermata e talentuosa regista di video clip e non solo. Buona Visione

Lunedì, 25 Maggio 2009 18:47

INTERVISTA AL REGISTA EMERGENTE FAUSTO CAVIGLIA

Scritto da

 

INTERVISTA A UN REGISTA EMERGENTE: FAUSTO CAVIGLIA

di Danny B.

Quando hai iniziato a capire che avresti voluto fare il regista?

Ho iniziato a lavorare in pubblicità, dopo la laurea in scienze politiche, come copywriter. E ho iniziato a frequentare, nell’ambito di questo lavoro, dei set di spot pubblicitari anche se la mia partecipazione era da esterno perché collaboravo alla creazione dell’idea più che alla realizzazione. Nel corso di questo periodo mi sono reso conto che preferivo un’attività più legata alle immagini. Mi sono così iscritto a un corso di sceneggiatura e regia per avere un’idea di massima di quello che poteva essere il mondo del video. Quando è finita la mia esperienza da copywriter ho deciso di dedicarmi al video.

Quali difficoltà hai trovato all’inizio?

All’inizio il problema grosso è stato quello di comprendere veramente quello che succede durante la produzione. Per capirlo devi frequentare i set, cosa non semplice perché, comunque sia, è difficile essere scelti a lavorare in questo contesto senza avere una minima esperienza. Perché un set é una situazione di equilibrio: infatti i registi spesso tendono a riconfermare le persone con le quali hanno già lavorato piuttosto che prendere persone nuove con le quali è necessario scontare un periodo di conoscenza. Al tempo non mi rendevo conto di quanti ruoli esistono su un set cinematografico: ce ne sono davvero tanti.

Quello che ho fatto io é stato cercare di contattare dei produttori e di propormi agli amici che lavoravano nel settore e devo dire che, faticando, qualcosa sono riuscito a fare: all’inizio ho cominciato andando a vedere cosa succedeva, a fare delle assistenze, a fare facchinaggio sui set di documentari e cortometraggi. Naturalmente una gavetta fatta senza guadagnare niente. Ricordo che per mantenermi facevo lavori di diverso tipo anche non attinenti a quello che volevo fare: ho lavorato in magazzino, ho fatto interviste di marketing sui treni, sono andato ad insegnare ad usare il computer... Intanto le mie idee diventavano sempre più chiare. Dopo un po’ ho provato a proporre dei progetti. E i miei primi lavori sono stati dei videoclip: per i Sux!, gruppo indipendente milanese, e i Sursumcorda. Questi lavori sono stati apprezzati e anche premiati. “Questo istante” dei Sux! ha vinto il premio Fandango a Roma, il premio Divinazione a Milano e ha ricevuto diverse nomination al m.e.i. (meeting etichette indipendenti); questa cosa mi ha dato un po’ di visibilità ma anche molta credibilità tra le persone del settore. Da lì ho iniziato ad approfondire i miei studi di regia per dedicarmi di più a questa professione. Ho un po’ abbandonando la scrittura e ho cercato nel corso del tempo di crearmi dei collaboratori fissi per avere poi una troupe solida e affiatata. Dietro a tutto questo c’è un amore per il cinema che mi porto dietro da quando avevo vent’anni.

segue........

Pagina 6 di 9