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Domenica, 04 Marzo 2012 15:11

IL CARNEVALE 2012

{jcomments on}Questa storia comincia mentre sta arrivando il carnevale, la zia Rosy, che non si fa i fatti suoi manco a legarla, comincia a strepitare e a proporre.

Chiede che ci si preparino dei costumi e che si partecipi alla sfilata del 18 febbraio per le vie di Vaprio d'Adda.

Quando si fissa su una cosa in un modo o nell'altro ci riesce ed ecco arrivare il primo costume quasi finito.

È un insieme di piume ritagliate nella carta metallizzata verde.

Da quel cumulo di carta ritagliata prendono forma un paio d'ali, un coprispalle, un pettorale e una lunga e morbida coda. Bene, adesso vedremo se a qualcuno piacerà e se alla fine il Germoglio parteciperà al “carnavà da Vavar”-

Non c'è storia, il Germoglio ha partecipato.

Ma ecco la diretta interessata, adesso sentiamo che cosa avrà da dire, sperando che sia breve!

Ehm, zia Rosy, ci racconti cosa è successo dopo la presentazione del costume verde? Con parole tue ovviamente

Risponde zia rosy (sigh)

Ho il costume presentato

la mia tesi perorato,

un silenzio lungo e strano

scivolar facea di mano

questa idea un po' farlocca

che non parea passar di bocca.

Ma ecco, gran portento,

partecipar volea contento

di soci almeno un paio,

finalmente fuor dal guaio.

Or s'inizia a lavorare,

il costume a preparare.

Quello verde vuole Ernesto

è già pronto, si fa presto.

Mara ecco ad aiutare

tante piume a ritagliare

Valentina vuole il rosso

e ritaglia a più non posso.

Oh che bello per Elisa

che d'uccello alla divisa

deve tosto rinunciare,

a Venezia deve andare.

È Marisa diffidente,

non può esser divertente!

Ma il costume è argento e blu

e lei non diffida più.

Edoardo, assai cortese

tante piume insieme ha prese!

Beh, i costumi son tre,

fanno quattro poi con me.

Ma ecco Enzo adesso arriva

un sorriso ed un evviva,

c'è un costume adesso in più:

è un maschietto... son due blu.

Ma! si sveglia Villa Gatta

ecco Mario! È corsa matta.

Siamo sei in questo stormo

ed il gruppo adesso formo.

Sarà Mario tutto d'oro.

Carta, stoffa e un gran lavoro.

Tutto è pronto! Oppure no?

io.. che colore metterò?

Tutto nero! Com'è cupo

non mi posso sentir lupo!

Come l'Arlecchino fece

quel di tutti al nero pece

metto insieme perché ora

il mio cuore si colora.

Siamo qui nel carnevale

pur se Enzo, ahimé, sta male.

Al suo posto Roumy avanza

e si lancia nella danza.

Ma son troppe le parole,

che non bastano da sole,

ora tocca a quelle foto

che scattarono nel moto

quegli amici ben disposti

che ci seguirono nei posti

che il corteo presto toccò

e da cui poi ritornò.

Ringraziamo la zia Rosy, magari un po' prolissa, che ci ha raccontato il carnevale 2012 del Germoglio e andiamo a vedere le fotografie.

Alla prossima.

Lunedì, 27 Febbraio 2012 13:37

Piani dell'Avaro, 22.02.12.

Terza escursione. Cielo limpido, sole caldo e poca neve. Escursione piacevolissima. Abbiamo tre ospiti nuovi: due signori della comunità pubblica di Vaprio e un signore del CAI di Vaprio. Il primo tratto è il più impegnativo ma superato senza problemi. La salita alla cappelletta è leggera e così ci gustiamo il piacere di camminare nella neve sotto un bel sole caldo. Chissà se la prossima volta potremo camminare ancora sulla neve. Speriamo di si, è troppo bello. Abbiamo visto un camoscio solitario che mangiava la poca erba che spuntava dalla neve. E sopra di lui volteggiavano due aquilotti affamati. Hanno girato a spirale su di lui per un bel po' di tempo, poi hanno abbandonato l'idea di pranzare perchè la preda era troppo grande. Morale: meglio crescere in fretta e diventare grandi e grossi per evitare sorprese.

Sabato, 04 Febbraio 2012 10:33

Colli di S. Fermo. 31.01.12



Seconda escursione tutta con la neve sotto i piedi e sopra la testa. Nessuno ha avuto paura. Abbiamo camminato per un'ora e mezza in silenzio...... ma quale silenzio!?... Carlo del CAI ha provato ad intonare una canzone di montagna e in tanti gli siamo andati dietro.... abbiamo cantato e urlato alcune canzoni, tanto nessuno poteva sentirci. Che libertà eccezionale.... nessuno ci sente e nessuno ci giudica. Non ci sono operatori, mogli o mariti, a richiamarci all'ordine. Non abbiamo sentito nessuna voce del tipo "Ma che stai facendo?","Ma perchè urli così?", "E se qualcuni ti sentisse?", "Ma non è educato urlare. Un po' di contenimento, per favore".  Ci siamo riscaldati camminando e cantando, tranne Valentina che non ha digerito qualcosa al mattino e ha sentito freddo per tutta la camminata.Arrivati in vetta vedevamo il grande piazzale dove avevamo parcheggiato le macchine... c'erano solo le nostre due. Ci siamo sentiti coraggiosi e orgogliosi.
Abbiamo pranzato in una trattoria molto semplice e accogliente. La signora, molto gentile, ci ha preparato casoncelli, polenta e cinghiale. Un profumo... !!! Il tutto alla modica cifra di 10 euro a testa. Abbiamo digerito tutto e subito... e mentre noi concludevamo con un buon caffè, Valentina si è fatta una cioccolata fumante con un panino intero. Alla faccia dell'indisposizione delle ore precedenti! Per non parlare che Giorgio in comunità è a dieta... ma in montagna si è sbranato tutta la pappa buona.
La neve intanto ha imbiancato la strada asfaltata. Siamo scesi con prudenza, ma Sabrina, eccellente donna di mare, non era abituata a guidare sui tornanti di montagna e per di più innevati. A metà strada ha chiesto aiuto. Ed ecco il Gianni, valoroso maschio del CAI, pronto a predere il suo posto alla guida del Doblò. E così siamo arrivati a casa sani e salvi, pronti per la prossima impresa.

 

Venerdì, 06 Gennaio 2012 17:22

Prima escursione: M. Pora

Martedì 13.12.11 S. Lucia

 

Escursione bellissima.

Il giorno prima ha piovuto, di notte ha nevicato, ma il giorno dell'escursione il cielo era terso.

Eravano in 11. Cinque ospiti, quattro signori del CAI, io e Silvia.

A questa facile escursione ci aspettavamo che venissero i giovani più sportivi delle comunità. Invece sono venute le persone che hanno avuto fiducia in una giornata piacevole. In particolare due signore, M. Pia e Cecilia, che ci hanno stupito per il loro coraggio e la loro tenacia.

Recensione DVD di Danny B.

Metti insieme uno dei più importanti registi del 900 con una delle più longeve e fondamentali band del rock’n’roll di sempre e cosa viene fuori? SHINE A LIGHT, un film che documenta un doppio concerto dei Rolling Stones al Beacon Theatre di New York durante il tour “a bigger bang” del 2006. Scorsese fino a pochi minuti prima del concerto non ha la scaletta della performance e Mick Jagger da bravo diavoletto si diverte a tenere sulle spine il regista attardandosi a consegnarla. Ma poi lo show inizia e tutto va per il meglio. Keith e Ronnie, che in due sono meglio di dieci chitarristi, sono in forma smagliante. Charlie Watts alla batteria impassibile e granitico come sempre e le super sexy labbra del rock Mick in perenne movimento, come indemoniato per tutto il concerto. Più che un concerto è un viaggio nella storia del rock attraverso le loro canzoni più famose: Jumping Jack flash, Sympathy for the devil, Start me up, Brown sugar, Satisfaction e tante altre. Molti sono gli ospiti durante la serata: da Bill Clinton e family che assistono al soundcheck della band a Jack dei White Stripes, che si unisce a Mick e soci durante l’esecuzione di “loving Cup”(canzone del 1972 presente nell’album exile on main st.). al loro amato idolo di sempre Buddy Guy che li accompagna nella cover di Muddy Waters “Champagne and reefer” e al quale Keith Richard da vecchio fan del bluesman regala la sua chitarra alla fine della canzone. L’unico ospite forse un po’ fuori posto è Christina Aguilera che accompagna la band nella canzone “Live with me” dal loro classico album Let it bleed del 1969.

Gli Stones regalano al pubblico per questa occasione una serie di rare esecuzioni di canzoni come:”As tears goes by”, scritta originariamente da Jagger e Richards ma poi ceduta a Marianne Faithfull per uno dei suoi primi singoli che, dopo il successo commerciale, fu ripresa dagli stessi Stones e ri-registrata ottenendo lo stesso successo. Particolarità di questa canzone è che non è mai stata eseguita dal vivo dal gruppo prima di questo tour; altra particolarità, l’esecuzione solista e vocale senza chitarra delle canzoni “You got the silver” e “Connection” da parte di Keith Richards, mentre Mick si va a riposare dietro le quinte.

Vedendo questo concerto ci si rende conto del perché gli Stones siano ancora presenti nel panorama musicale, del successo che ancora oggi ottengono, soprattutto per merito della loro potenza e intensità sonica dal vivo e per la creatività che li contraddistingue anche su album. Rappresentano un esempio per tutte le nuove leve di musicisti che si accingono a entrare in questo stupendo e turbolento mondo che è la musica.

 

Year of the Horse oltre ad essere un doppio album live del 1997 è anche un film su quel tour, girato per volere dello stesso Neil da Jim Jarmush, con il quale collaborò pochi anni prima componendo e suonando la colonna sonora del film “dead man”.Il regista in questo documentario musicale riesce a carpire l’anima dei Crazy Horse appieno, usando diverse tecniche di ripresa e supporti cinematografici e intramezzando al colore momenti di bianco e nero, accostando anche immagini esterne che, come un dipinto filmico, danno ulteriori sfumature alla band e alla loro musica.

un film di Carter Smith e Kevin Ford

Era settembre 1990 e in edicola usciva Velvet (una mitica rivista di musica che oramai non c’è più) con in copertina una band dal look particolarissimo e super alternativo, mi incuriosii e comprai quel numero. La band erano i Jane’s Addiction e l’album recensito era il loro secondo in studio: Ritual de lo habitual. Lo acquistai pochi giorni dopo e ne rimasi folgorato.

Un meraviglioso film che mi ha aperto un mondo che non conoscevo: la realtà musicale in Iran. Chi avrebbe mai pensato che a Teheran esistono centinaia di realtà musicali tali e quali alle nostre ma con una piccola differenza: la loro libertà di espressione è censurata anzi totalmente vietata dal regime( pena la reclusione). Ciò non toglie la voglia e la determinazione di suonare da parte degli artisti che, per provare o fare concerti, fanno i salti mortali in nome della libertà d’espressione e della loro passione per il rock.

Amate i Joy Division e il post punk?Adorate la musica techno e i rave parties? Siete fanatici della New wave e dei New order? Il brit pop è la vostra colonna sonora e il “Madchester sound” è la vostra ispirazione di vita ?Allora questo film per voi è assolutamente da vedere, proprio perché narra la nascita di tutte queste tendenze musicali e culturali. Ecco per voi l’ascensione della città di Manchester da semplice città industriale squallida e tetra a centro della musica inglese e poi mondiale, attraverso il personaggio di Tony Wilson: genialoide presentatore di un programma sulla Granada tv attento alle nuove tendenze musicali di fine anni ’70. Folgorato dai Sex Pistols dopo averli visti dal vivo , decide di aprire un’etichetta discografica : la storica Factory records. Come primo gruppo scrittura niente di meno che i Joy Division ( poi diventeranno New Order dopo la morte del cantante Ian Curtis) e poi Fall, James, Happy Mondays,Northside iniziatori del Madchester- sound che ispirerà la nascita del Brit-pop e di gruppi come Blur-Oasis-Verve-Suede . Ma Il nostro mitico Tony Wilson non si ferma qui, anzi anticipa i tempi aprendo nel 1982 l’ haçienda che, come centro della scena rave-acid house, diventerà verso la fine degli anni ’80 uno dei club più famosi al mondo. Tutto questo è raccontato con ironia, romanzando i protagonisti principali: mitica la scena di Shaun Ryder cantante degli Happy Mondays, rinomato tossicone e divertente sbruffone, all’aeroporto in partenza per le Barbados (dove avrebbero dovuto registrare il nuovo album, ma che si rivela poi solo una vacanza all’insegna degli stupefacenti) quando gli cadono tutte le scorte di metadone creando un subbuglio per cercare di recuperarle, senza successo. Ma anche la scena di Martin Hannet nella produzione del primo album dei Joy Division che manda il batterista sul tetto dello studio a registrare per cercare di creare un suono originale, e la gran scena finale in cui i managers della London records vogliono rilevare la Factory ormai in banca rotta e chiedono a Tony Wilson i contratti con gli artisti; sconvolgendoli, lui rivela che non esistono legami scritti tra i gruppi e l’etichetta, perché sono i gruppi i veri proprietari della musica e anche dei master. Insomma un film che racconta una fase storica della musica inglese. Divertente dissacratorio e profondamente rock’n’roll. Da vedere.

recensione di Danny B.

 

 

Finalmente è uscito in dvd questo film che il vostro  Danny  consiglia vivamente a chi ama il rock’n’roll,  il buon cinema e la musica anni 60.

Ispirato a una realtà realmente esistita, il film è ambientato in una radio pirata su una nave ancorata nel mare del nord. Siamo a metà degli anni 60 in piena rivoluzione sessuale, culturale  e sociale; il regista dipinge questo importante periodo a partire dai personaggi e dj di questa  folle e divertentissima radio usando come traino la musica di quel periodo.

Radio Rock trasmette 24 ore al giorno rock’n’roll e pop ed è seguita da quasi metà della popolazione britannica a differenza della radio nazionale: la BBC che trasmette solo 2 ore di rock alla settimana e preferisce il jazz e la musica classica alla musica del diavolo.  Questa situazione non piace al governo inglese infatti il ministro Dormandy…,interpretato magistralmente da Kenneth Branagh, affida al segretario Pirlot l'incarico di ostacolare in tutti i modi la trasmissione di Radio Rock, giudicandola sovversiva, temendo l’influsso “negativo”  sulla popolazione. Cerca in tutti i modi di chiuderla dapprima bloccando il finanziamento da parte degli inserzionisti pubblicitari, e poi con il Marine Offences Act, che dichiara le navi-radio illegali poiché a rischio di occupare le frequenze di soccorso. Alla fine il simbolo del “potere” ci riesce, ma è oramai troppo tardi perché la miccia del cambiamento e’ già stata accesa e la rivoluzione è in atto.

Il film si apre con l’arrivo di Carl, giovane adolescente, sulla nave di radio rock, mandato dalla madre dopo essere stato espulso da scuola,  con la scusa di fargli trovare la sua strada, ma in realtà per fargli scoprire e conoscere il suo vero padre, uno dei dj della nave con cui la madre aveva avuto un flirt 18 anni prima. Attraverso il ragazzo incontriamo i vari personaggi della nave: Quentin(Bill Nighy), il gestore e creatore della radio, il “conte”( Philip Seymour Hoffman) e Gavin (Rhys Ifans) i due super star djs ambedue americani e in perenne competizione, il dottor Dave(Nick Frost) Bob Midnight Mar e molti altri in variegate situazioni a volte esilaranti, a volte commoventi ma sempre  assolutamente rock’n’roll. Il regista è stato formidabile nella scelta degli attori per ogni singolo ruolo, tutti bravissimi nell’ interpretare i personaggi, divertentissimi, dissacranti, originali  e mai scontati; insomma un film vero, umano, da lacrimuccia nel finale, mai sdolcinato e, soprattutto, brillantemente rock’n’roll.

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